Scopri Andrea Caputo
La candidatura di Andrea Caputo rappresenta una vera opportunità per cambiare Milano in meglio. Con una visione chiara e obiettivi ambiziosi, si impegna a lavorare per tutti i cittadini della città.
Chi è Andrea Caputo
Caputo si distingue per un approccio schietto e identitario.
La sua visione politica ruota attorno al concetto di sovranità, intesa come riappropriazione dei diritti fondamentali da parte del cittadino e difesa degli interessi locali contro le logiche dei grandi mercati finanziari.
A differenza dei candidati dei partiti tradizionali, Caputo si pone come un "outsider" che mira a dare voce a quella Milano periferica e lavoratrice che si sente esclusa dai progetti di lusso e dalle "green zone" del centro.
Il Programma "100% Sociale"
Il cuore della sua campagna è il Programma 100% Sociale, una piattaforma che mira a ribaltare le priorità di Palazzo Marino. I pilastri principali includono:
1. Diritto all'Abitare
- Stop agli sfratti: Blocco immediato degli sfratti per morosità incolpevole.
- Recupero del patrimonio pubblico: ristrutturazione e assegnazione immediata delle migliaia di case popolari (ALER/MM) attualmente sfitte.
- Calmiere sugli affitti: interventi per contrastare la speculazione immobiliare che sta espellendo il ceto medio e i giovani dalla città.
2. Trasporti e Mobilità Popolare
- No alle zone a pagamento: forte opposizione ad Area B e Area C, considerate da Caputo come tasse discriminatorie che colpiscono chi non può permettersi un'auto di ultima generazione.
- Potenziamento dei mezzi pubblici: investimenti massicci nelle periferie per garantire collegamenti rapidi anche nelle ore notturne, con tariffe agevolate per fasce deboli.
3. Sicurezza e Socialità
- Presidio del territorio: non solo forze dell'ordine, ma riattivazione dei quartieri tramite la riapertura di centri sociali, culturali e sportivi gratuiti.
- Lotta al degrado: Interventi mirati nelle zone più difficili, puntando sulla illuminazione e sulla cura del verde pubblico come deterrente alla criminalità.
4. Economia Locale e Lavoro
- Tutela dei piccoli commercianti: agevolazioni fiscali per le botteghe di quartiere contro lo strapotere della grande distribuzione e degli e-commerce.
- Salario minimo comunale: Imposizione di standard retributivi dignitosi per tutti gli appalti del Comune di Milano.
In particolare, la critica di Andrea Caputo e di Italia Sovrana alla "Milano in 15 minuti" (il modello promosso dall'attuale giunta Sala) e la sua visione per le periferie si basano su un netto ribaltamento di prospettiva.
Ecco i dettagli su questi due punti focali:
1. La critica alla "Città in 15 minuti"
Per Caputo, questo concetto urbanistico non è un'agevolazione per il cittadino, ma una forma di "ghettizzazione dorata". La sua critica si articola così:
- Esclusione sociale: sostiene che l'idea che tutto debba essere a portata di mano serva a giustificare la creazione di "isole" autosufficienti, che di fatto separano i quartieri ricchi e serviti da quelli poveri.
- Limitazione della libertà: vede in questo modello (e nelle relative restrizioni alla mobilità come Area B e C) un tentativo di limitare lo spostamento fisico dei cittadini, punendo chi, per lavoro o necessità, deve attraversare la città.
- Attacco al ceto medio: secondo Caputo, la trasformazione di Milano in una serie di borghi pedonalizzati e costosi serve solo a far lievitare i prezzi immobiliari, espellendo i residenti storici a favore di turisti o affitti brevi.
2. La gestione delle Periferie: "Dal Centro ai Quartieri"
Mentre la politica tradizionale è spesso accusata di occuparsi delle periferie solo in campagna elettorale, il programma di Caputo propone interventi strutturali:
- Decentramento reale dei servizi: non solo uffici, ma presidi sanitari territoriali e centri di assistenza sociale aperti 24 ore su 24, per evitare che chi vive a Baggio o Quarto Oggiaro debba spostarsi per ogni minima necessità medica o burocratica.
- Piano per il Lavoro di Quartiere: propone incentivi per chi apre attività produttive o artigianali nelle zone più degradate, con l'obiettivo di creare occupazione locale e "riaccendere le luci" nelle strade meno sicure.
- Riqualificazione senza Gentrificazione: Caputo insiste sul fatto che migliorare una periferia non deve significare renderla così costosa da costringere gli abitanti ad andarsene (processo di gentrificazione), ma elevare la qualità della vita di chi già ci abita tramite la manutenzione delle case popolari e del verde pubblico.
3. La posizione sulla Sicurezza
A differenza di altri approcci, Caputo lega indissolubilmente la sicurezza alla giustizia sociale:
- Ritiene che la militarizzazione non sia l'unica soluzione: la sicurezza si ottiene portando lo Stato nei quartieri abbandonati non solo con la polizia, ma con la scuola, lo sport e la cultura.
- Tuttavia, chiede una linea dura contro il degrado e l'illegalità che colpisce i lavoratori onesti nelle zone periferiche, spesso lasciati soli a gestire situazioni di microcriminalità.
Certamente. Approfondiamo allora i restanti pilastri del programma 100% Sociale di Andrea Caputo, con particolare attenzione al welfare e alle politiche giovanili, che rappresentano il "motore" del suo progetto per una Milano diversa.
1. Welfare di Prossimità e "Mutuo Soccorso"
Per Caputo, il welfare non deve essere una serie di bonus una tantum, ma una rete di protezione costante. La sua proposta include:
- L'Assessorato alle Periferie e alla Casa: la creazione di un assessorato specifico che si occupi esclusivamente del monitoraggio dei bisogni dei quartieri oltre la Circonvallazione.
- Supporto alle famiglie e agli anziani: potenziamento dell'assistenza domiciliare pubblica per evitare l'istituzionalizzazione degli anziani, considerata spesso un business per i privati e un trauma per le famiglie.
- Farmacia sociale e presidi medici: creazione di punti di ascolto sanitario nei quartieri dove la medicina territoriale è carente, offrendo servizi di base gratuiti o a prezzi calmierati in collaborazione con il terzo settore non profit.
2. Politiche Giovanili: "Milano non è solo per chi ha i soldi"
Caputo critica aspramente l'immagine di Milano come città per soli "giovani rampanti" o ereditieri.
Per contrastare la fuga dei giovani, propone:
- Studentati Pubblici: utilizzo degli immobili comunali dismessi per creare alloggi studenteschi a prezzi simbolici, sottraendo i fuori sede al mercato degli affitti privati che oggi a Milano è proibitivo.
- Centri di Aggregazione Spontanea: riapertura di spazi comunali per la musica, l'arte e lo studio, senza i vincoli burocratici che spesso soffocano l'associazionismo giovanile. L'obiettivo è togliere i ragazzi dalla strada offrendo alternative culturali gratuite.
- Apprendistato e Botteghe: incentivi alle storiche botteghe artigiane milanesi per assumere giovani residenti, trasmettendo i mestieri e garantendo un futuro lavorativo che non sia solo legato alla gig-economy (rider, logistica, ecc.).
3. La Visione sul Lavoro e la "Dignità Milanese"
Un punto fermo della sua retorica è la lotta al precariato, che a Milano tocca livelli altissimi nonostante il PIL della città:
- Appalti Etici: il Comune di Milano dovrebbe, secondo Caputo, dare l'esempio: nessun appalto comunale dovrebbe essere assegnato ad aziende che non garantiscono il contratto collettivo nazionale e un salario minimo dignitoso (spesso indicato intorno ai 9-10 euro l'ora).
- Sportello del Lavoratore: creazione di uno sportello legale e di orientamento comunale per supportare chi subisce sfruttamento o mobbing, specialmente nei settori dei servizi e della ristorazione.
4. Ambiente e Sostenibilità Sociale
Caputo propone una "ecologia popolare" in contrasto con quella che definisce "ecologia punitiva":
- Basta cementificazione: stop al consumo di suolo e ai grandi progetti di speculazione edilizia mascherati da "green".
- Piantumazione vera: aumento del verde nelle piazze di periferia (spesso distese di asfalto) non come elemento decorativo, ma come strumento per abbattere le bollette energetiche (riduzione delle isole di calore).
Conclusione della proposta
In definitiva, la candidatura di Andrea Caputo si muove su un binario di resistenza sociale. Il suo obiettivo dichiarato è dimostrare che esiste una Milano che non si riconosce nei grattacieli di Porta Nuova, ma che vuole tornare a essere una comunità dove il "vicino di casa" non è un estraneo e dove il Comune torna a fare il suo mestiere: proteggere i più deboli.
La "scesa in campo" di Andrea Caputo punta a trasformare Milano da "città vetrina" internazionale a comunità solidale, dove la logica del profitto immobiliare viene sostituita dalla tutela del diritto alla casa e al lavoro.
"Milano non deve essere una vetrina per pochi, ma una casa per tutti. Il nostro programma sociale rimette al centro l'essere umano, non il profitto."